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Pignoramento conto corrente: cosa cambia dal 1° luglio?

pignoramento conto corrente

Si parla molto in questi giorni della possibilità per l’Agenzia delle Entrate dal 1° luglio di pignorare il conto corrente dei contribuenti direttamente e senza l’intervento del giudice. Questo perché con la chiusura di Equitalia e il passaggio all’Agenzia delle Entrate-Riscossione i poteri del Fisco sarebbero ampliati e il pignoramento diverrebbe più facile.

In realtà, le cose non stanno proprio così. Vediamo di fare chiarezza.

Per approfondire, visita la nostra sezione dedicata all’Agenzia delle Entrate.

 

Pignoramento, le differenze tra Equitalia e Entrate

La notizia è rimbalzata sui social e su diversi siti internet e si è diffusa molto velocemente. Ne ha parlato tra gli altri il blog di Beppe Grillo, che ha sostenuto che Equitalia dal 1° luglio può pignorare il conto corrente dei contribuenti senza dover chiedere autorizzazione al giudice. Il timore di molti è che con la chiusura di Equitalia e il passaggio della riscossione direttamente all’Agenzia delle Entrate il Fisco potrebbe velocizzare e semplificare il metodo di pignoramento.

La notizia, però, è vera solo a metà: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà effettivamente disporre del pignoramento diretto senza richiedere l’autorizzazione del giudice, ma così poteva e può fare anche Equitalia. Sotto questo punto di vista non cambierà niente il 1° luglio.

Il pignoramento diretto senza giudice

Come funziona, allora, il pignoramento diretto senza intervento del giudice?

Il pignoramento diretto, previsto dagli articoli 72 bis e seguenti del DPR n. 602/1973, permette all’agente per la riscossione (e quindi, oggi e fino al 1° luglio, Equitalia) di avviare un’esecuzione forzata secondo una procedura più semplice di quella prevista per i privati cittadini. In particolare, nell’ambito della riscossione esattoriale presso terzi, l’agente può inviare dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento la lettera di pignoramento alla banca e al debitore. Nessun bisogno di un’udienza davanti al giudice: dopo ulteriori 60 giorni, se non si è versato il dovuto o se non si è richiesta la rateazione, il pignoramento può essere avviato.

Questi poteri, così come esistono oggi, saranno semplicemente trasferiti alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione.

I nuovi poteri dell’Agenzia delle Entrate

Qualcosa, però, effettivamente cambierà il 1° luglio con la chiusura di Equitalia.

Il nuovo organo Agenzia delle Entrate-Riscossione, come previsto dal Decreto Legge n. 193/2016, potrà applicare tutti i poteri dell’Agenzia delle Entrate (di base più ampi rispetto a quelli concessi a Equitalia) alla riscossione delle somme dovute al Fisco. Il nuovo ente potrà infatti utilizzare le banche dati e le informazioni a cui solo le Entrate avevano accesso, incluse quelle relative ai rapporti di lavoro dell’Inps: in altre parole, Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà conoscere, contrariamente a quanto succedeva e succede per Equitalia, l’effettiva disponibilità economica del debitore. In questo senso, dal 1° luglio la riscossione, e conseguentemente l’eventuale pignoramento del conto corrente, potranno effettivamente risultare più veloci e facili per il Fisco.

 

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